Piccola riflessione…..

Possiamo tutto tranne che fermare il corso della vita per impedire di perdere le persone a noi più care. I nonni,gli zii, i genitori, generazione ’30 – ’60, pian piano se ne vanno perché ahimè è così che va la vita ….e lasciandoci essi si portano via non solo un pezzo del nostro cuore, una parte della nostra vita ma si portano via anche un patrimonio immenso, un tesoro fatto di storie, aneddoti, filastrocche raccontate,seduti vicino ad un tavolo o facendo loro visite, un miliardo di volte ma mai stanchi di ascoltarle perché ti insegnavano sempre qualcosa ed era bello perdersi nei loro racconti, vedere nei loro occhi i tempi duri di una volta e vederli commuovere ma anche vederli sorridere insieme a te quando invece ti raccontavano delle loro piccole marachelle . Ed è triste pensare come questo patrimonio possa andar perduto quando non ci sarà più nessuno di loro a raccontarlo….perché ormai persi come siamo tutti, soprattutto la nuova generazione, tra whatsapp, facebook, instagram, Youtube, etc etc non so cosa potremmo mai raccontare, noi che non potremmo mai paragonarci a loro…loro che pur non avendo una grande istruzione avevano però un bagaglio di sapere fatto di rispetto,condivisione, aiuto reciproco, sacrificio che nessuna scuola potrà mai insegnarti…..perciò chi ha ancora la fortuna di poter ascoltare quelle storie, quegli aneddoti chiuda il cellulare e si lascia incantare dalla voce che racconta perché un giorno avrà mancanza anche di ciò!!!

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” La fragilità “

La fragilità è un tema che nella società evoluta come quella attuale è molto ricorrente.
E’ evidente come oggi, in seguito ai cambiamenti sociali, l’individuo si sia emancipato ma al tempo stesso fa fatica ad essere se stesso perché ha paura di non farcela, di non essere all’altezza e vive così in una costante crisi di identità che lo porta a nascondere le proprie fragilità. Fragilità che vive come una vergogna perché oggi si pensa che la vita si realizza solo se si è forti e coraggiosi.

Tutti noi, però, siamo fragili anche se non vorremmo esserlo, per questo spesso siamo tentati a non guardare la fragilità, a considerarla estranea alla nostra esistenza come se non ci appartenesse, eppure, prima o poi, tutti dobbiamo fare i conti con essa se non vogliamo correre il rischio di diventare vittime degli altri.
Niente è più vero di quello che sostiene lo psichiatra Andreoli quando dice che la fragilità dà forza a quello di un altro il quale la sfrutta a proprio vantaggio e a tal proposito si pensi, ad esempio, alla rabbia folle dei bulli che si scatenano contro dei ragazzi più deboli facendoli vergogna delle proprie fragilità. Ma il bullo è al tempo stesso una persona che non accettando le proprie debolezze e fragilità reagisce mettendo in atto comportamenti violenti come un meccanismo di difesa per distogliere l’attenzione degli altri da una propria fragilità.
La colpa di tutto questo oltre alla situazione che ognuno di noi vive è anche e soprattutto causa del pregiudizio secondo cui mostrare le proprie fragilità e debolezze, in particolare se si è maschi, sia una vergogna. Al contrario, io penso che sia importante capire che la fragilità o la debolezza che è in ognuno di noi non è per forza debolezza ma un valore che dobbiamo imparare ad riconoscere ed accettare per arrivare così alla serenità, quella che purtroppo nel bullo manca.
Conoscersi a fondo e capire chi siamo , con le nostre debolezze e fragilità è un compito molto difficile e anche se all’inizio potremmo avvertire un senso di vergogna, poi pian piano matureremo la consapevolezza di cosa sia veramente la fragilità ed è solo in questo momento che la fragilità si trasforma in forza, per noi è per gli altri.

La consapevolezza del sé e del proprio Io è uno dei pilastri di molte culture, basti pensare ai principi fondamentali dello yoga che chiedono all’uomo di compiere un percorso allo scopo di trovare un proprio equilibrio interno. D’altronde anche noi quando ci troviamo davanti ad un amico in difficoltà, che attraversa un momento di crisi gli diciamo: “ Prima di tutto devi essere in pace con te stesso e poi puoi affrontare il resto.” Una frase, questa, che racchiude un percorso interiore il più delle volte difficile e pieno di ostacoli ma al contempo necessario perché solo capendo e guardando in faccia alle nostre paure e fragilità saremo poi in grado di accettarle e di volerci bene per quello che siamo. Tale percorso è quindi la chiave per maturare, per evolverci e poterci relazionare in modo adulto e consapevole con gli altri.
La fragilità va considerata come valore e condizione di tutti perché essa è una condizione umana che poi ognuno vive come vuole ma resta il fatto che rendersi conto di essa ci rende più umani, più attenti agli altri e più sensibili. In altre parole grazie alle nostre fragilità facciamo un passo avanti verso il concetto di empatia, che vuol dire essere capace di porsi in modo rapido ed efficace nello stato d’animo di un’altra persona e poterla aiutare.
Inoltre ci permette anche di ascoltare le parole inespresse del dolore, della fatica di vivere, tipico della nostra società che ci chiede sempre il massimo lasciandoci poi da soli. E tutto ciò è importante perché ci sono anche fragilità che si nascondono nella sensibilità ferita dalla timidezza, dalla delusione e dal silenzio e queste fragilità ci passano accanto nella vita di ogni giorno e non è sempre facile riconoscerle perché gridano nel silenzio dell’anima e le possiamo ascoltare solo quando in noi c’è sensibilità e attenzione verso gli altri.
Ritengo che riconoscere queste fragilità che vivono segrete nel cuore delle persone sia una cosa ancora più importante, è un dovere morale al quale siamo tutti chiamati. Si dovrebbe far capire che solo se riusciamo a riconoscere in noi stesse le fragilità di cui siamo vittime potremmo capire come aiutare gli altri e, insieme, tendersi la mano a crescere insieme.
Essere cosciente dei propri limiti e sapere che la vita ha senso solo in collaborazione con gli altri permette di realizzare fino in fondo quello che è il destino della condizione umana.

Dunque è fondamentale che ognuno di noi si fermi a riflettere sulle proprie fragilità e debolezze per trasformare poi questa consapevolezza in forza e impegno a creare una società più dignitosa e rispettoso delle fragilità di ciascuno di noi.

” Il potere unico dei Bambini “

Una casa con dei bambini probabilmente è una casa con i pavimenti non proprio puliti, tra gocce di succo e latte, briciole di biscotti e altre macchie appiccicose non identificabili.
Probabilmente poi, per arrivare al divano bisognerà fare lo slalom tra le macchinine, i lego, i pupazzi…..ma ricordatevi di non alzare mai gli occhi da terra, se non volete scivolare.

Una casa con dei bambini probabilmente sarà una casa piena di urla: “Metti a posto i giochi”, “Lava le mani…lava anche i denti!”, “E’ tardi!”, “Non litigate!”, “Condividete i giocattoli ” e tanto altro.

Una casa con dei bambini é una casa dove forse o quasi sicuramente ci saranno pianti a dirotto perché i giochi finiscono sempre sotto al divano, perché gli spigoli del tavolo intercettano sempre le testoline, le caramelle sono sempre troppo poche e la tv si spegne sempre troppo presto…..ma ci sarà sempre un motivo per ballare. Piedini che corrono e mani che afferrano tutto, c’è troppo da scoprire per starsene mani in mano.

Una casa con dei bambini é una casa dove i vestiti si accumuleranno nel cesto dei panni sporchi alla velocità della luce e alla fine se si piegano bene non si stirano più.

Le notti nelle case coi bambini sono notti dai mille risvegli….e chi se la ricorda più una notte intera di sonno! Capelli arruffati che si alzano sempre troppo presto, per infilarsi nel lettone.

In una casa con dei bambini forse il tavolo di legno è stato inciso con qualche penna e se guardi sotto la sedia forse ci trovi un po’ di pasta di sale…..forse le pareti sono state pennellate coi colori e riempite di scritte e fogli.

In una casa con dei bambini il titolo di zii viene dato a tutti gli amici coraggiosi che vengono lo stesso, nonostante i bimbi perché sanno di poter trascorrere del tempo piacevole, pieno di risa e spensieratezza.

Una casa con dei bambini sarà una casa immensa perché un divano diventa una nave e la vasca da bagno una piscina per i tuffi…..sarà una casa dove la gioia è “bimbi stasera pizza” e urla felici “papà!papà!papà!” quando si sente la chiave che gira nella toppa.

Una casa con dei bambini sarà una casa di abbracci mentre ci si incrocia in corridoio, di mani che strofinano testoline….sarà una casa di baci, probabilmente infettivi, ma pieni di amore.

Ma, ve lo assicuro, una casa con dei bambini è una casa piena di risate e le lacrime saranno anche di gioia e per il troppo ridere.

Quella dove ci sono dei bambini sarà una casa incasinata, ma anche la più bella che io conosca.

Ecco perché ” Si dovrebbe sempre avere un bambino di 3 anni in casa per apprezzare la vita “…..” Si dovrebbe andare a lezione dai bambini ”

E ci risiamo…..

È difficile, ma penso dobbiamo abituarci a certe sciagure.
È difficile, ma dobbiamo prendere atto che tante “opere” create dagli uomini siano nei prossimi anni oggetto di disastri.
Dico questo perchè penso che il mantenimento, il tenere in sicurezza quello che si ritiene patrimonio pubblico richiede un grande costo.
Si parla di perizie periodiche, di tecnici preposti al controllo e alle agibilità, ma la cosa grave è che ogni anno ci troviamo a fare i conti con qualche disastro….e quando il disastro è da imputare ad un terremoto è facile trovare la causa!
Crolla un campanile su una casa???
Colpa di un terremoto….facile trovare causa ed effetti in questo caso.
Ma un ponte costruito sopra delle case che crolla all’improvviso al centro di una delle più grandi città italiane, maggior porto d’europa… beh è preoccupante molto preoccupante.
Preoccupante perchè non credo minimamente al fatto che la situazione non possa essere stata prevista, non credo minimamente al fatto che qualche tecnico nelle sedi appropriate non avesse sollevato dubbio sulla sicurezza di quel ponte…..così come non credo che nei terremoti che ci sono stati, nessuno abbia detto che tanti di questi paesi colpiti dalle sciagure di questi anni non siano in pericolo.
Credo che tanti sapevano e sanno, solo che, per fini economici non si vuole assolutamente provvedere a sanare una situazione che diventa grave col passare degli anni.
Quanto costerebbe salvaguardarci da queste sciagure?
Si fa molto prima e spendendo molto di meno rifare o mettere in sicurezza?
Conviene far crollare e rifare? Anche a danno di qualche vittima?
Non voglio muovere nessuna accusa ma un pensiero…..un casolare di campagna mi costa meno buttarlo giù e rifarlo da capo, invece di ristrutturarlo…..ma può essere la stessa cosa con un ponte?….Può essere la stessa cosa con un paese raso al suolo da un terremoto e ricostruirlo in cemento?
Dunque, per come và la nostra epoca… abituiamoci a queste disgrazie, siamo in mano a sciacalli pronti a tutto, pronti a distruggere qualsiasi cosa per un loro profitto, dicendoci che lo fanno per il nostro bene, offrendoci milioni di posti di lavoro.
Abituiamoci perchè credo, purtroppo, sarà sempre peggio…..almeno fin quando non affogheranno tutti nei loro soldi, nella loro stessa vanità e umana inutilità…..almeno fin quando qualcuno metta il valore della vita umana al di sopra del Dio Denaro.

BUON COMPLEANNO ROMA MIA

21 Aprile 753 a.C. anno della fondazione di ROMA sul colle Palatino.

La CITTÀ ETERNA, quella che all’estero tutti ci invidiano e che da sempre ispira romanzieri, cantanti, poeti. Non importa che ci si vada per un weekend o ci si viva da anni: con i suoi angoli fuori dal tempo e i suoi gioielli d’arte e di cultura ROMA seduce e tiene attaccati a lei.

Quando si considera un’esistenza come quella di Roma, vecchia di oltre duemila anni e più, e si pensa che è pur sempre lo stesso suolo, lo stesso colle, sovente perfino le stesse colonne e mura, e si scorgono nel popolo tracce dell’antico carattere, ci si sente compenetrati dei grandi decreti del destino.

(Goethe)

Roma è la città degli echi, la città delle illusioni, e la città del desiderio.
(Giotto)

Tu non potrai mai vedere nulla più grande di Roma

(Orazio Flacco Quinto)

Umanità: dove sei?????

Ci sono cose che condivido o no riesco comunque a tollerarle perché sono dell’opinione che ognuno debba sentirsi libero di dire e/o fare ciò che ritenga più giusto ma sempre nel rispetto dell’altro …..ma quando si tratta dei bambini,beh lì non ammetto nulla perché noi adulti abbiamo il diritto e dovere di regalare loro l’infanzia che meritano perché nessuno e dico nessuno chiede di nascere.

“Negare l’infanzia ad un bambino è un crimine contro l’umanità perché si uccide sia il bambino che è, che l’uomo che sarà ”

#Siria

“Il nostro consumismo sul sangue dei più deboli….vergognatevi”

” Un po’ di me…..”

Sono un disastro lo so
ma sono sincera, vera.
Non mi nascondo
dietro falsi sorrisi
e se ne scorgi uno forzato
è perché sto trattenendo
una lacrima.
Ho commesso errori
sono umana
ma a pagarli sono stata
sempre e solo io.
Sono stata ferita
in modo disumano
da persone in cui
ho creduto ed ho voluto bene.
Non mi pento di nulla
ma se potessi
tornare indietro
chiederei di essere
meno sensibile
per proteggere
questo cuore stanco
che ha rallentato
i suoi battiti e non si fida più di niente e nessuno.

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