…..vivere un lutto!!!

Quando si arriva ad una certa età,non so perchè,ma capita spesso di rivolgere un pensiero anche alla morte e a me è capitato spesso,prima di addormentarmi avvolta nei miei pensieri,pensare a quale fosse stato il primo lutto che avrebbe colpito la nostra famiglia e mai avrei pensato che toccasse proprio alla mia famiglia….in particolare a mio padre visto che è il più giovane di tutti i suoi 7 fratelli e sorelle….come se poi l’età è lì per dirti chi deve lasciarci per prima e chi dopo.

Vivere un lutto….non è mai una cosa facile…il dolore che provi non lo si può descrivere nè raccontare…è solo tuo…racchiuso dentro di te e lì lo terrai fino all’ultimo tuo respiro.

Vivere un lutto…un lutto di una persona cara….una persona che per te è stato sempre un punto di riferimento…ti porta anche a renderti conto di come non siamo in grado di vivere visto che trascorriamo la maggior parte del tempo che la vita ci regala portando rancore,prendendocela anche per una banalità,allontanandoci per una stupidaggine da persone a cui vogliamo bene e precludendoci così di trascorrere del tempo con loro,preferendo altre cose piuttosto che vivere le persone che danno un senso alla nostra esistenza.

E’ vero io non ho nulla da rimpiangere perchè sinceramente a mio padre ho fatto tutto ciò che potevo per farlo stare bene soprattutto quando era in ospedale….tuttavia rimpiango quel tempo trascorso la sera a studiare chiusa in camera mia anzichè stare con i miei a guardare la tv o anche a trascorrere la serata insieme.

Di fronte ad un lutto hai due scelte: una quella di fare appello a tutta la tua forza, a tutto il tuo coraggio e cercare di andare avanti….l’altra è quella di far prevalere il dolore e lasciarti trasportare in un abisso profondo da cui non ci si riesce ad uscire….certo quest’ultima è sicuramente una pessima scelta anche perchè ciò non potrà mai restituirti la persona che hai perso però molto spesso è proprio la mancanza di forza che non fa reagire e non ti porta a fare la prima scelta.

Ora c’è un grande vuoto in casa e dentro me…la paura di ciò che mi aspetta senza di lui….la stanchezza di questa vita  che sembra  ce l’abbia con te e questo dolore immenso per la perdita di mio padre ne è una testimonianza dal momento che è stato la ciliegina sulla torta di un periodo no ricco di amarezza e delusione,un periodo in cui la luce è andata via via spegnendosi fino a scomparire completamente quel 17 Febbraio…..la perdita di senso di qualsiasi cosa anche la più banale,la più futile….la difficoltà a parlare e una grande voglia di lasciarti tutto scorrere come se nulla più ti toccasse,ti importasse.

Voglio concludere con una frase di Oriana Fallaci:

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.

Il dolore è sordo, il dolore è muto. Sordo perché ascolta solo se stesso, muto
perché non ci sono parole che possano parlarne.

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