Ci sono momenti in cui….

Ci sono momenti in cui ciò che vedi davanti ai tuoi occhi è il nero, il buio, il male, il negativo… uno dopo l’altro gli insuccessi, le delusioni, le perdite, i colpi inferti da parole o atteggiamenti si sono susseguiti nella tua vita, molte volte sei caduto a terra ma ti sei subito rialzato, altre volte attendevi una mano che ti aiutasse a farlo ma quella mano non è venuta in soccorso, altre volte ancora hai pensato di rimanerci a terra perchè forse stando così in basso avresti visto le cose e le persone da un altro punto di vista.

Ci sono momenti in cui ti sfrecciano come fotogrammi impazziti ricordi di attimi che pensavi aver cancellato e che senza preavviso tornano a galla, facendo affogare te nel dolore e nella sofferenza che ti hanno provocato certe parole, certe persone, certi comportamenti. Ti sforzi di essere forte, di non dare peso al passato e di guadare al futuro, alle tue soddisfazioni, alle piccole sorprese che nonostante tutto la vita ti ha regalato , alle gioie e ai sorrisi che ti hanno riempito i giorni e le notti, ai momenti in cui hai provato quella sensazione di felicità e di grandezza quando hai visto un tuo sogno realizzarsi. Ti sforzi di pensare che a maggior ragione non bisogna vedere tutto nero, che a volte hai solo un paio di occhiali scuri che nascondono la luce del sole che splende sempre in alto nel cielo. Ti sforzi di non sentirti solo ma di sentirti amato e compreso, aiutato e supportato dalle persone che credono in te, e invece giorno per giorno cominci a capire che l’unica persona che può amarti davvero è solo te stesso, l’unica persona di cui puoi fidarti davvero è te stesso, l’unica persona a cui dovresti dare retta è te stesso, anche se fai degli errori, anche se cadi ma poi trovi il coraggio di rialzarti, anche se il mondo intorno a te ti osserva scettico e mette i puntini sulle “i” di tutto ciò che fai.

Ci sono momenti in cui l’unica cosa che forse può aiutarti a stare meglio è piangere… piangere a dirotto, piangere come una bambina, a singhiozzi, senza pensare, senza ricordare. Spegnere il cervello, chiudere la memoria a chiave per un po’ e piangere… lasciare che quelle lacrime salate e amare al tempo stesso bagnino il tuo viso, i tuoi abiti, il tuo cuore. Piangere a volte è l’unico aiuto che possiamo avere da noi stessi e che nessun altro può darci.

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Al mio papà!!!!

Oggi…19 Marzo 2012…festa del papà…la prima volta senza di te…un mese da quando ci hai lasciato per intraprendere il tuo cammino con Gesù….ed io per ricordarti voglio dedicarti questo mio post,tutto per te…papà.

68 anni papà….anni di lavoro e sacrifici senza lasciar spazio alla mondanità  per cercare di dare ai tuoi 5 figli un futuro migliore e tranquillo.

Avevi solo 10 anni…..ancora bambino…. quando hai iniziato a lavorare per la prima volta perchè purtroppo quegli anni era anni di fame e povertà…anni che ti hanno fatto bruciare le tappe ritrovandoti subito un adulto-bambino e ti sei dovuto  assumere le tue responsabilità per cercare di aiutare i tuoi genitori e garantire loro e a tutta la tua numerosa  famiglia un tozzo di pane privandoti così di quell’infanzia che ogni bambino  ha diritto di vivere.

Hai lavorato insieme al tuo papà la rame stando così a contatto con l’acido…acido che tu hai respirato e che,giorno dopo giorno,entrava nei tuoi polmoni ma non c’era tempo di pensare a questo così come non avresti mai immaginato che poi tutto quell’ acido ti avrebbe creato problemi….Hai girato,con il freddo e con il gelo, per i paesi dell’Irpinia con la speranza di vendere gli oggetti di rame…per poi ritornare al tuo paese e soprattutto a casa tua e contare quanto guadagnato durante la giornata….quando ovviamente avevi la fortuna di portare qualche soldino a casa.

Hai cercato sempre di migliorarti senza mai fermarti un secondo ma pensando sempre al futuro tant’è che poi ha abbandonato la rame per prenderti la patente per guidare il camion….Hai dovuto frequentare la scuola serale ma alla fine sei riuscito a raggiungere il tuo fine dando così una svolta alla tua vita.Ti sei comprato il tuo primo camion… hai iniziato così a fare i viaggi per i cantieri e questo ti ha portato a respirare ancora polvere tanta polvere…tutta polvere che penetrava sempre nei tuoi maledetti polmoni senza che tu te ne rendessi conto e senza pensare alle conseguenze.

Sono poi arrivati gli anni del boom economico e col passar dei giorni,dei mesi e degli anni le cose sono andate sempre bene…..e ciò ti ha dato la possibilità di comprarti un bel pezzo di terreno e hai costruito una bella villetta dove tutt’ora viviamo e per te ciò è stato una grande soddisfazione,il raggiungimento del tuo grande obiettivo.Nonostante ciò non ti sei fermato….hai voluto  intraprendere altre strade,investire ma sempre con intelligenza valutando tutti i rischi senza mai agire di impulso perchè chi,come te, ha patito la fame,sa dare il giusto valore ai soldi. Ti sei comprato un nuovo camion,l’escavatore,la pala e da solo così sei riuscito a mettere in piede una bella ditta di autotrasporti tutta tua….frutto di tutti i tuoi grandi sacrifici…sacrifici che solo un uomo come te poteva fare perchè hai sempre messo il lavoro al primo posto dopo ovviamente la tua famiglia.

Ricordo tutte quelle notti quando uscivi alle 3 per andare a fare i tuoi bei viaggi per poi tornare a sera tardi stanco anche se non lo facevi mai notare perchè rientravi sempre con un bel sorriso…quel sorriso che ti ha sempre contraddistinto e che tutti ricordano…un sorriso così rassicurante che dava serenità a tutti e a che a tutti hai trasmesso….quel sorriso che racchiudeva tutto l’amore per la tua famiglia ma anche per il tuo lavoro….amore che poi hai saputo trasmettere anche ai tuoi figli tant’è che quando i tuoi primi due figli maschi sono cresciuti li hai coinvolti nel tuo lavoro….ed era bello incontrare il tuo sguardo dove si leggeva tutta la tua soddisfazione e il tuo orgoglio per l’aiuto che i tuoi figli ti davano.

Erano anni belli….anni in cui il lavoro non mancava ma al contrario fruttava molto bene a tal punto che ti sei comprato un altro pezzo di terreno dove hai costruito una palazzina di due piani assicurando così un appartamento per ciascuno dei tuoi figli.Passano gli anni,le cose iniziano a cambiare e mentre i tuoi figli si occupavano di fare trasporti e noleggi presso i vari cantieri….tu hai preferito lavorare per trasportare l’asfalto….stando così a contatto con il catrame respirando sempre polvere dopo polvere.

Poi un anno hai comprato un altro gran bel pezzo di terreno a Gaiano e questo è stato per te, visto il prezzo che ti è costato, un affare d’oro che tutti ti hanno invidiato ma al tempo stesso è stato anche la tua rovina ma tu non avresti mai immaginato.

Già…..perchè hai voluto che tuo figlio sposato andasse ad abitare nella casa che c’era lì e affinchè ciò accadesse sei stato costretto a ristrutturarla visto le pessime condizioni in cui stava….hai speso tanto anche per fare quelle mura che descrivevano il confine con l’altro pezzo di terreno non nostro…quanto hai speso,mio caro papà ,eppure non ti sei mai lamentato perchè lo facevi con amore e per i tuoi figli….in particolare per il tuo primo figlio.

Eppure questo stesso figlio non ha mai capito i sacrifici che tu hai fatto….ti ha sempre trattato,insieme alla sua ex moglie,con poco rispetto…accusandoti addirittura di essere invidioso di lui….ma come può un padre essere invidioso del proprio figlio? Io non lo so….e tu per questo suo atteggiamento hai sempre sofferto.

E’ vero sei stato duro con noi….ma è proprio grazie a questa educazione che ci hai insegnato i veri valori della vita e di ciò te ne sarò sempre grata….e forse per il troppo bene che ci volevi……che a volte….hai fatto sì che non ci responsabilizzassimo  ma hai sempre voluto fare tutto tu,decidendo su tutto.

Ricordo papà quanto ti piaceva banchettare insieme ai tuoi amici…..e non perdevi mai l’occasione per  fare dei pranzi o le pizze cotte nel nostro forno a legno con i tuoi amici….i quali non erano mai meno di 20 ….ma era molto bello avere la casa piena di gente allegra….erano serate veramente magiche che porterò sempre nel mio cuore.

Poi arriva il tempo di andare in pensione… anni che al pari di quell’infanzia che non hai potuto vivere avevi tutto il diritto di goderti….ma anche questo non ti è stato concesso.….. Hai diviso la ditta tra i due figli maschi…altro grande errore perchè sempre quel figlio…il tuo primo figlio… senza mai ascoltare i tuoi consigli ma al contrario facendo l’opposto ha voluto fare le cose in grande e con il passar del tempo non solo si è separato dalla moglie per correre dietro ad un’altra donna ma si è talmente indebitato da far crollare in un attimo tutto ciò che tu ,con amore e sacrifici, sei stato capace di creare in tantissimi anni di duri sacrifici.

Questo è stato per te una doccia fredda….quante volte ti ho visto rientrare nervoso…quante notte hai trascorso senza dormire perchè eri preoccupato per tuo figlio….tuo figlio che nonostante ciò che ha fatto e nonostante come ti trattava….hai sempre cercato di aiutare per ricorrere ai ripari…rischiando di rovinare anche l’altro figlio e tu rimanendo senza neanche i tuoi risparmi, i rispiarmi di una vita di lavoro.

Ricordo un giorno mentre stavamo a tavola per pranzare….io, te e mamma….parlando di ciò che tuo figlio era stato capace di fare…..tu,proprio tu papà….un uomo forte….un uomo sempre con un sorriso da regalare…ti sei messo a piangere perchè a causa sua ti vergognavi persino di uscire….di incontrare le persone,le quali con tutta la loro cattiveria non perdevano occasione per farti notare che figlio scellerato avevi e che fine avevano fatto i tuoi sacrifici….e ti sei messo a piangere perchè a volte c’erano giorni in cui  non avevi un soldo in tasca e ti sentivi un pezzente  perchè semmai avresti incontrato qualcuno non potevi neanche  offrirgli un caffè.

Quanto male al cuore mi ha fatto vederti così e quanto ho odiato mio fratello in quel momento per la collera che ti ha dato e per la vergognava che ti faceva provare…..ed è per questo che molte volte mi sono ritrovata a discutere con te…perchè avrei voluto tanto farti capire che tu,papà,non dovevi vergognarti per lui….ma dovevi essere sempre fiero ed orgoglioso di te stesso e camminare per la strada a testa alta rispondendo a tutti senza nessuna vergogna e timore….invece ho fallito in ciò perchè tu hai sempre continuato a soffrire e bastava guardarti negli occhi per capirlo oppure bastava ascoltarti quando  parlavi di tuo figlio e del dispiacere che provavi per la sua indifferenza e per l’indifferenza di suo figlio….quel nipote che tanto amavi e che non ha mai avuto il coraggio di venirti a fare visita in ospedale per vedere come stavi.

Questa cosa ti ha segnato molto…e a mio avviso non meritavi essere ripagato così dopo tutto ciò che hai fatto…. ultimamente te ne stavi facendo una ragione nonostante soffrivi in silenzio ma ormai il danno era stato già fatto….tuttavia anche se non hai potuto avere soddisfazione da quel figlio che tu tanto hai amato almeno le hai avuto da tutti gli altri. Ricordo,in quei giorni in cui sei stato in ospedale  e mamma per un periodo non è potuta  venire perchè era stato operata al femore e doveva stare a riposo,quanto eri orgoglioso di me e l’altra mia sorella e non dimenticherò mai quando una sera rivolgendoti a noi due ci hai detto: Dovete vivere cent’anni per tutto ciò che mi state facendo….e credimi lo facevamo con amore…con tanto amore…lo stesso amore che tu avevi per noi…. e mai avremmo pensato che finisse così.

Molti sono rimasti molto toccati dalla tua perdita ….molti non riescono a farsene una ragione perchè tu,mio dolce papà,eri un uomo forte e soprattutto godevi di ottima salute….molti sostengono che la causa di tutto ciò che ti è successo è stata proprio la collera che ti ha dato tuo figlio….e probabilmente hanno anche ragione perchè  purtroppo ci sono malattie invisibile agli occhi degli altri ma non all’anima…e tale malattie  fanno più male di qualsiasi altra malattia  perchè non c’è nessun medicina,nessuna terapia,nessun intervento chirurgico in grado di curarle e guarirle.

Io voglio dirti  solo una cosa,papà…sperando che almeno questa volta mi ascolterai…SII SEMPRE FIERO ED ORGOGLIOSO DI TE STESSO ANCHE NEL TUO CAMMINO CON GESU’ PERCHE’ IO LO SONO E LO SARO’  SEMPRE DI TE…..FIERA ED ORGOGLIOSA DI AVERE AVUTO COME PAPA’ TE…IL MEGLIO!

TI VOGLIO UN BENE DELL’ANIMA PAPA’……TUA PINA!!!!

 

 

Sogni premonitori (2)

Per tutto il periodo in cui mio padre è stato ricoverato in ospedale mi è capitato spesso di sognarlo e uno dei sogni che ricordo di più è quello fatto una notte dove ho sognato che io stavo insieme a mia madre e mio zio mentre mio padre era uscito a fare un viaggio con il suo camion….si era fatto sera e rivolgendomi a mia madre dicevo: MAMMA,perchè papà non torna?….MAMMA, papà non torna più,perchè? e ripetevo urlando questa frase un sacco di volte….ma poi mi sono svegliata.

Poi la notte in cui lui ebbe l’ictus….io sognai che stavo in macchina con la mia famiglia e per strada incontrammo la mamma di un mio amico che era vestita tutto di nero…ci fermammo per salutarla e chiesi come mai era vestita così e lei mi rispose: è morto mio marito mentre io le dissi che dovevamo correre per andare da papà….e il caso volle che il mattino dopo ricevemmo la telefonata del medico che ci dovevamo recare all’ospedale perchè la situazione di mio padre era critica.

E ancora quando venni a sapere che mio padre si era beccato una infezione di un germe molto resistente….per due notte di seguito sognai persone che indossavano vestiti di colore verde…il colore della speranza ed in effetti la speranza che questo maledetto germe potesse essere sconfitto si è avverato senza sapere che invece al peggio non c’è mai fine.

Infine…ultimo sogno l’ho fatto un paio di giorni prima che succedesse il triste evento…sognai che mi trovavo in montagna e stava scappando ma ad un certo punto per fuggire dovevo superare una rete molto alta e mentre cercavo di superare questo ostacolo mi sono vista piombare addosso e da tutte le parti…escrementi di uccelli….marò quando mi svegliai sembrava averli davanti a me. Raccontai il sogno a mamma e mi disse che sognare gli escrementi è buona fortuna….ma non convinta ho cercato conferma su internet e alla voce “sognare escrementi di uccelli” trovai scritto “fine delle tue preoccupazioni”….azz pensai…ciò significa che mio padre guarisce….che sciocca,ho voluto pensare positivo invece quando è avvenuto il triste evento,il 17 febbraio ho capito che quel “fine preoccupazione” era intenso in quest’altro senso perchè in effetti anche in questo modo sono finite le preoccupazioni per la situazione di mio padre,lo stress di andare avanti e indietro ogni giorno,l’ansia di chissà cosa potesse dirci il medico ogni qualvolta bussavamo a quella maledetta porta della terapia intensiva per aver informazione su mio padre e che mi hanno accompagnato in questi due mesi d’inferno.

E poi ti dicono che non bisogna mai credere ai sogni…..invece ho la sfortuna di farli e di anticiparmi le cose brutte che accadano…. direi proprio una brutta cosa!

Mercoledì,7 Marzo 2012

Stamattina aveva deciso di fare qualcosa per evitare di trascorrere giornate inutilmente aspettando il trascorrere delle ore.

Ho aperto il libro,preso la penna e il quadernone…ho iniziato a leggere,a sottolineare,a cercare di capire qualcosa invece ho dovuto smettere….non riuscivo proprio a concentrarmi….ho capito che non aveva nessun senso ciò che stavo facendo e così ho chiuso tutto e forse per sempre.

Allora ho accesso il computer….ho dato una controllata al mio profilo facebook,come mi capita spesso di fare e con una certa speranza….e invece mi sono chiesta: cosa ci fai qui?….qui,dove non hai più una passione da seguire….qui dove hai perso il trasporto per la tua Roma e i tuoi amici romanisti….qui dove nessuno più si ricorda di te….qui dove non hai più un amico e soprattutto non hai più l’amico con il quale ti piaceva parlare,confidare e al quale piaceva tanta giocare ….qui dove ormai non hai più nulla ma che sarebbe potuto essere per te una distrazione .

Sono scesa giù….mi sono messa vicina al camino….ho fissato il fuoco che mi riscaldava e che tanto avrei voluto riscaldasse anche il mio cuore e reso la mia vita leggermente più calda ….ma nulla…ho visto solo un grande punto interrogativo mentre sentivo le lacrime scorrere sul mio viso una dopo l’altra….e ho pensato che forse è meglio aspettare il trascorrere delle ore,dei giorni perchè tanto ormai niente cambierà in questa vita che si è presa tutto di me e non ha più nulla da offrirmi.

…..vivere un lutto!!!

Quando si arriva ad una certa età,non so perchè,ma capita spesso di rivolgere un pensiero anche alla morte e a me è capitato spesso,prima di addormentarmi avvolta nei miei pensieri,pensare a quale fosse stato il primo lutto che avrebbe colpito la nostra famiglia e mai avrei pensato che toccasse proprio alla mia famiglia….in particolare a mio padre visto che è il più giovane di tutti i suoi 7 fratelli e sorelle….come se poi l’età è lì per dirti chi deve lasciarci per prima e chi dopo.

Vivere un lutto….non è mai una cosa facile…il dolore che provi non lo si può descrivere nè raccontare…è solo tuo…racchiuso dentro di te e lì lo terrai fino all’ultimo tuo respiro.

Vivere un lutto…un lutto di una persona cara….una persona che per te è stato sempre un punto di riferimento…ti porta anche a renderti conto di come non siamo in grado di vivere visto che trascorriamo la maggior parte del tempo che la vita ci regala portando rancore,prendendocela anche per una banalità,allontanandoci per una stupidaggine da persone a cui vogliamo bene e precludendoci così di trascorrere del tempo con loro,preferendo altre cose piuttosto che vivere le persone che danno un senso alla nostra esistenza.

E’ vero io non ho nulla da rimpiangere perchè sinceramente a mio padre ho fatto tutto ciò che potevo per farlo stare bene soprattutto quando era in ospedale….tuttavia rimpiango quel tempo trascorso la sera a studiare chiusa in camera mia anzichè stare con i miei a guardare la tv o anche a trascorrere la serata insieme.

Di fronte ad un lutto hai due scelte: una quella di fare appello a tutta la tua forza, a tutto il tuo coraggio e cercare di andare avanti….l’altra è quella di far prevalere il dolore e lasciarti trasportare in un abisso profondo da cui non ci si riesce ad uscire….certo quest’ultima è sicuramente una pessima scelta anche perchè ciò non potrà mai restituirti la persona che hai perso però molto spesso è proprio la mancanza di forza che non fa reagire e non ti porta a fare la prima scelta.

Ora c’è un grande vuoto in casa e dentro me…la paura di ciò che mi aspetta senza di lui….la stanchezza di questa vita  che sembra  ce l’abbia con te e questo dolore immenso per la perdita di mio padre ne è una testimonianza dal momento che è stato la ciliegina sulla torta di un periodo no ricco di amarezza e delusione,un periodo in cui la luce è andata via via spegnendosi fino a scomparire completamente quel 17 Febbraio…..la perdita di senso di qualsiasi cosa anche la più banale,la più futile….la difficoltà a parlare e una grande voglia di lasciarti tutto scorrere come se nulla più ti toccasse,ti importasse.

Voglio concludere con una frase di Oriana Fallaci:

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.

Il dolore è sordo, il dolore è muto. Sordo perché ascolta solo se stesso, muto
perché non ci sono parole che possano parlarne.